Nell’alta Val d’Agri si è concluso il primo ciclo dei seminari promossi da ‘Biowine’ per rielaborare sui territori campani e lucani la best practices disegnata nell’area del Prosecco Docg

Attori economici, rappresentanti amministrativi e tecnici della Lucania Inferiore hanno manifestato piena condivisione del processo virtuoso innescato dal progetto

Con il seminario ‘Verso lo Statuto del Territorio e del Paesaggio rurale della Lucania Interiore’, ospitato nella bella cornice di Grumento Nova (in provincia di Potenza), cala il sipario sulla prima tornata di incontri sul campo inseriti nell’ambito di ‘Biowine’ (Biological Wine Innovative Enviroment), il progetto che prevede il trasferimento del know-how e degli strumenti già sperimentati dai Comuni dell’area del Prosecco Superiore Docg Conegliano-Valdobbiadene in provincia di Treviso (con il Comune di San Pietro di Feletto a fare da coordinatore), verso alcuni Comuni della Campania (Sannio beneventano e Alta Valle del Sele – Cilento) e Basilicata (Val’Agri) per giungere alla definizione, approvazione e adozione di un Regolamento intercomunale di Polizia rurale quale strumento atto a fornire un quadro normativo unitario e aggiornato, condiviso dalle amministrazioni comunali e concordato con i soggetti interessati presenti sul territorio.

Come già registrato nella tappa di Colliano (in provincia di Salerno), dove il progetto ha incontrato i favori dell’ampio territorio formato dai 37 Comuni rientranti nei confini del Gal ‘I Sentieri del Buon Vivere’, anche la vasta area della Lucania Inferiore ha manifestato condivisione intorno alla progettazione, considerata una pratica virtuosa che tanti benefici potrà arrecare al territorio. Non a caso, partendo dalla filiera vitivinicola, il filo rosso che aggrega i diversi territori di ‘Biowine’, ci si è poi soffermati su quelle che sono le altre potenzialità del territorio: un patrimonio di eccellenze gastronomiche (i Fagioli di Sarconi Igp, i Peperoni cruschi di Senise Igp, il Canestrato di Moliterno Igp) unito ad una ricca storia (ai piedi di Grumento sorgono i resti dell’antica città romana di Grumentum) e a un bagaglio di tradizioni forti e uniche.

I presidenti del Consorzio di tutela vini e valorizzazione ‘Terra dell’Alta Val d’Agri’ e del Consorzio per la tutela del pecorino canestrato di Moliterno, così come il rappresentante del Gal ‘Lucania Interiore’ e quelli delle organizzazioni di categoria, insieme agli agronomi, agli architetti e agli ingegneri del territorio hanno pienamente apprezzato le finalità della progettazione, che sono state illustrate dal coordinatore scientifico di ‘Biowine’ Giovanni Quaranta, coadiuvato dal sindaco ospitante Antonio Maria Imperatrice, di professione agronomo. Da parte di tutti è stata sottolineata l’opportunità offerta da ‘Biowine’, che rappresenta l’avvio di un processo virtuoso che mira a diffondere su ampi e variegati territori delle aree interne del Sud la cultura del paesaggio e dell’uso responsabile del territorio. Processo virtuoso che sarà affiancato e stimolato anche dalle istituzioni preposte, come espresso dal direttore dell’Agenzia lucana per lo sviluppo dell’innovazione in agricoltura (Alsia), Domenico Romaniello, e dall’assessore regionale all’agricoltura, Francesco Fanelli, a cui è toccato chiudere l’incontro.

Il punto di partenza della discussione tecnica è stato ovviamente il Regolamento di Polizia rurale intercomunale scritto dai Comuni dell’area del Prosecco Superiore Docg. Si tratta di uno strumento che costituisce la sintesi di un decennio di sperimentazioni di buone pratiche nel coinvolgimento attivo del mondo vitivinicolo (consorzi, produttori singoli e associati), sindacale e delle associazioni di categoria interessate, oltre che del mondo della ricerca (enti di ricerca locali e nazionali, università, scuole enologiche) grazie alle quali sono stati definiti e poi applicati alcuni importanti atti amministrativi volti sia a recepire le disposizioni relative alle riforme di politiche settoriali (uso sostenibile di prodotti fitosanitari) e sia a promuovere strumenti più efficaci di tutela della salute e dell’ambiente rurale nell’ambito delle varie attività agricole collegate, in particolar modo, alle attività vitivinicole che qui hanno nella produzione del Prosecco Superiore Docg il loro culmine in termini di valore economico, oltre che sociale, storico e culturale. Questo strumento sarà riadattato sui territori della vasta platea degli enti “riusanti”: Guardia Sanframondi (in provincia di Benevento, che è anche Comune capofila del progetto); Castelvenere, Sant’Agata dei Goti e Solopaca (sempre in provincia di Benevento); Caggiano e Sant’Angelo a Fasanella (in provincia di Salerno); Castelfranci (in provincia di Avellino); Grumento Nova e Roccanova (in provincia di Potenza).

 

Le osservazioni e le perplessità sollevate in merito al Regolamento, recepite nel corso dei diversi seminari di lavoro che si sono registrati in questi ultimi due mesi, saranno oggetto di una due giorni in programma all’inizio della prossima settimana in provincia di Treviso. Le varie figure tecniche coinvolte da ‘Biowine’ si ritroveranno nelle terre del Prosecco Docg, riconosciute di recente Patrimonio mondiale dell’Umanità da parte dell’Unesco, per mettere a punto la nuova fase di lavoro previsto nell’ambito di questa cessione di best practices che prenderà il via nelle settimane future nei diversi Comuni della Campania e della Basilicata che hanno dato vita ad una interessante rete per realizzare sul campo questo processo virtuoso.

 

 

 

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